In the name of the Folk
di Arianna Cantoni
Immediato, ispirato e ritmato. In una parola, imperdibile. L’idea del Boss di “ripescare”dei vecchi brani folk, nella tradizione di Pete Seeger, è stata assolutamente azzeccata. E pienamente all’altezza è l’interpretazione musicale. Come sottolinea lo stesso Springsteen nelle note di copertina, si tratta di una registrazione “live”, non ci sono state prove né arrangiamenti successivi. Tutto è trasparente ed istintivo, e il risultato è che l’ascoltatore viene catapultato nel mondo del folk e rapito dalla sua atmosfera coinvolgente e quasi senza tempo.
Il Boss, oltre alla voce e alla chitarra, contribuisce con altre parti strumentali: mandolino, organo, piano, percussioni, armonica. Lo accompagnano altri 13 musicisti con violini, tuba, sax, tromba, trombone, cori e strumenti tipici del folk come la fisarmonica, il banjo e il washboard.

I 13 brani sono quasi tutti traditionals riarrangiati da Springsteen, e risalenti a diversi periodi storici: Old Dan Tucker è della metà dell’Ottocento, Pay Me My Money Down era con ogni probabilità una canzone di protesta degli schiavi neri in Georgia, Froggie Went a Countrin’ pare risalga addirittura al 1549, e così via.
We Shall Overcome (The Seeger Sessions) è l’album ideale da ascoltare in un lungo viaggio in auto, coi finestrini aperti e una mano che tiene il ritmo sul volante.
Buon ascolto !
02-09-2011 - visite: 6187
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