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Oct 29 2002

abbiamo visto per voi

Riflessi Pompeiani a Ferrara

di Guido Cagnoni

fra antichità e rinascimento

Un giorno d’estate del 79 d.C., come molti ricorderanno, avvenne uno dei più grandi disastri naturali dell’antichità: l’eruzione del Vesuvio che distrusse ogni forma di vita nel raggio di kilometri.
Nel corso dei secoli le generazioni successive hanno riportato alla luce molte città sepolte sotto lava e cenere, tra cui Pompei ed Ercolano, che ci hanno consentito di conoscere molte cose di quel periodo, ma non tutto.

affresco pompeiano

Oggi abbiamo la possibilità di scoprire e conoscere ulteriori aspetti di quella società grazie alla nuova esposizione in corso a Palazzo Costabili intitolata “ Riflessi Pompeiani a Ferrara“,aperta fino al 19 Gennaio 2003.
In essa troviamo reperti provenienti da 5 ville situate alle pendici della collina di Varano, a meridione del grande vulcano, nella zona dell’odierna Castellamare, e si tratta di affreschi, stucchi, arredi marmorei per la prima volta fuori dalla Campania e, in buona parte, anche fuori dai depositi.
Come ben illustrato dalla d.ssa Mastroroberto della Soprintendenza Archeologica di Pompei, i reperti presentano caratteri eccezionali per vari motivi: in primo luogo per il gusto artistico e la maturità formale ed espressiva che esprimono, che vanno a riflettersi in sottili differenze tra dimore patrizie e dimore borghesi; poi, per l’influenza che hanno avuto sulle correnti successive e, da ultimo, per la straordinaria testimonianza di un fulgore nelle arti, nella cultura e nello sviluppo economico del periodo immediatamente precedente la grande eruzione.
Di grande impatto, all’interno di questo percorso, troviamo una pittura di soffitto che viene presentata al pubblico nella sua collocazione originaria, ovverosia con un’installazione a 3 metri da terra, permettendoci così -seguendo un percorso filologico- di ammirarla in modo realistico e allo stesso tempo di porla a confronto con il soffitto della sala Rinascimentale 2 metri più su: ad un’attenta osservazione non possono sfuggirci certi punti di contatto, davvero stupefacenti, nelle ascendenze artistiche e nei valori di fondo che i due dipinti esprimono.
Tra gli altri oggetti in mostra non si possono dimenticare poi un cratere classicheggiante di marmo alabastrino, una statuetta di pastore che in un certo modo anticipa un tema ricorrente nella successiva arte di epoca Cristiana, 5 quadretti provenienti dal museo Nazionale di Napoli nelle quali possiamo scorgere senza dubbio le ascendenze che hanno portato al neoclassicismo del 18° secolo (vedi le opere scultoree di Canova) e per finire la proposizione, sempre in chiave filologica e realistica, di un intero triclinio (sala degli svaghi) composto da 3 pareti affrescate con allegorie degli ozii, del commercio e della ricchezza, chiaramente di impronta borghese.
Questa esposizione segna anche l’apertura per la prima volta al pubblico degli ambienti al piano terra del maestoso Palazzo di Ludovico il Moro, dalle armoniose decorazioni rinascimentali di inizio 500 che, secondo la Direttrice, D.ssa Fede Berti, rappresenteranno in futuro un prolungamento del percorso museale dei saloni del piano nobile, oggi dedicati ai reperti di Spina, in esposizione permanente.
Fra le iniziative collegate la d.ssa Berti ha presentato anche un’altra interessante novità: i percorsi ludico-didattici indirizzati agli alunni delle scuole elementari che, grazie ad attività quali giochi educativi e pannelli didascalici, potranno avvicinarsi alle bellezze artistiche e imparare ad apprezzarle.

Questa mostra è stata realizzata grazie alla sinergia di vari Enti:
la Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara, la Soprintendenza ai beni Archeologici di Pompei, la Soprintendenza ai beni Archeologici dell’Emilia Romagna, l’Università di Ferrara .
La Fondazione Carife, nella persona del Presidente S.Lenzi, ha sottolineato l’intenzione di sostenere iniziative culturali – in quest’occasione il contributo economico è integrale- in luoghi nuovi rispetto ai soliti circuiti, sempre nell’ottica di incentivare il turismo nella nostra città grazie ad un’offerta sempre più diversificata.
La Soprintendenza ai Beni Archeologici di Pompei con il Direttore, Dr. Guzzo, ha messo in luce la rinnovata attenzione per i siti cosiddetti minori e, infine, il Dipartimento di Scienze Storiche dell’Università di Ferrara, rappresentato dal Direttore Prof. Ranieri Varese, ha voluto porre l’accento sui rapporti di collaborazione nati da identità d’intenti con altri Enti, che hanno portato a lusinghieri risultati, seguendo lo sviluppo di determinati temi.
Qui la tematica portante è il “vivere in villa” che, oltre alla mostra stessa, verrà studiata e approfondita anche in altre occasioni, prima fra tutte il Convegno che si svolgerà l’anno prossimo e che nelle intenzioni degli organizzatori consentirà un significativo progredire degli studi nel settore.
Ad ogni modo, per quelli che non hanno voglia di aspettare fino al 2003, il consiglio è di recarsi in via XX Settembre per ammirare la mostra, visto che non succede tanto spesso di poter entrare in sale mai aperte al pubblico nei cui soffitti cinquecenteschi come ha sottolineato il Soprintendente ai Beni Archeologici della Regione, Dr. Malnati, rivive la classicità degli oggetti esposti.
Magari, se rimane un po’ di tempo, vi suggeriamo anche di fare un salto al piano superiore per conoscere un po’ meglio il nostro territorio, a partire da Spina, il più antico sito archeologico della nostra zona.

Scritto da: Guido Cagnoni

Data: 29-10-2002

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