Feb 13 2008
Sabato 23 Febbraio
di Elisa Bratti
L'azione di Emergency in Sierra Leone è iniziata nel 2001 anno in cui Emergency ha avviato a 
Goderich, un villaggio alla periferia di Freetown, un programma destinato alle vittime di guerra successivamente ampliato alla cura dei pazienti ortopedici e di tutte le emergenze chirurgiche.
Nel 2002, accanto all'ospedale è stato costruito un Centro sanitario pediatrico per la cura di malaria, anemia e infezioni respiratorie.
In Sierra Leone Emergency ha finora curato oltre 195.000 persone

La Sierra Leone emerge da una guerra civile protrattasi per oltre 10 anni, il cui impatto sulle condizioni di vita della popolazione è risultato devastante.
Una guerra spaventosa, combattuta a colpi di machete anche per mano di soldati bambini, ha causato almeno settantacinquemila vittime (su una popolazione di quattro milioni e mezzo di persone) con migliaia di persone deliberatamente mutilate, e ha costretto due terzi della popolazione alla fuga in Guinea e Liberia.
La guerra civile ha distrutto le infrastrutture sanitarie del paese: il tasso di mortalità infantile, fino al 2005 il più alto al mondo, è determinato principalmente dalla diffusione di malaria, diarrea e infezioni.
Oggi è il primo paese al mondo per mortalità sotto i 5 anni, con 283 decessi su 1000 prima del quinto anno di vita, e per mortalità materna, con 1.800 gestanti che, ogni 100.000 parti, muoiono per complicazioni insorte durante la gravidanza.
La già grave situazione socio-economica del paese si è ulteriormente aggravata con la guerra civile che ha avuto luogo dal 1991 al 2002, quando la guerra in corso in Liberia sconfinò nel paese innescando tensioni interne latenti e gli interessi economici legati alle compagnie di diamanti
Infatti la Sierra Leone dispone d'enormi risorse: giacimenti di diamanti, d'oro, di bauxite e di rutilio; ha un territorio che permetterebbe colture diversificate (caffè e cacao nel sud, tabacco e arachidi al nord) e un mare molto pescoso, oltre ai vantaggi del porto naturale di Freetown, protetto dalla penisola su cui sorge la capitale.
Eppure la maggior parte della popolazione è estremamente povera.
Ancora oggi, la guerra in Sierra Leone rimane impressa nell'immaginario collettivo per le gravissime atrocità commesse contro i civili, le vere vittime del conflitto.

Donne e bambini sono stati oggetto di orribili violenze e abusi, migliaia di giovanissimi tra i 4 e i 16 anni sono stati arruolati come bambini-soldato (nel 2000 il 30% dei combattenti aveva meno di 15 anni), marchiati a fuoco con le sigle dei gruppi ribelli, drogati e costretti a uccidere, mutilare e commettere abusi sessuali.
Il 90% delle bambine rapite dai ribelli sono state violentate, molte di esse sono poi state uccise o ridotte in schiavitù.
Oggi, nonostante i progressi in termini di stabilità politica interna e d'assistenza umanitaria alla popolazione, le condizioni di vita restano molto gravi e la popolazione della Sierra Leone non ha accesso ai servizi di base.
Il conflitto ha intaccato gravemente la capacità delle famiglie di soddisfare i bisogni primari, quali un'alimentazione adeguata, l'accesso all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari.
Il Gruppo ferrarese di Emergency con la Cena Africana che si terrà il 23 febbraio presso il centro sociale "Rivana Garden" vuole sostenere il progetto adottato per il 2008 per finanziare il Centro Sanitario di Emergency in Sierra Leone.
Per maggiori informazioni su questo evento potete consultare il volantino in allegato a fine pagina nel quale troverete tutti i riferimenti ed i numeri di telefono per la prenotazione.
E se qualcuno prima della cena volesse farsi un'idea un po' più chiara di questa tremenda guerra civile può guardare il recentissimo - e molto americano - Blood Diamond ,

oppure leggere il meraviglioso libro di Ismail Beah Memorie di un soldato bambino edito da Neri Pozza(titolo originale: A long way gone.Memoirs of a boy soldier)ex soldato bambino nella guerra in Sierra Leone e ora membro dello Human Rights Watch Children’s Rights Division Advisory Committee. Beah inoltre ha parlato numerose volte alle Nazioni Unite, al Council on Foreign Relations e al Center for Emerging Threats and Opportunities.
cenaafricana_a4.pdf
Scritto da: Elisa Bratti
Data: 13-02-2008
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Michelangelo AntonioniMi sono fatto da solo. Credo di aver avuto per maestri i miei occhi.
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