Ferrara Dietro Le Stelle 2012

FDLS2012 \ Kasabian a Ferrara 14.07.2012

Il tour italiano della band inglese parte da Ferrara Sotto le Stelle con un tutto esaurito

di Edoardo Gandini
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kasabian ferraraLa soddisfazione nel vedere al concerto dei Kasabian chi, all’annuncio ufficiale della loro presenza al festival ferrarese, li apostrofava come “una delle band più ignobili sulla piazza” è stata grande e difficilmente arginabile ma, si sa, questa città è fatta anche così: cittadini presunti esperti che si lamentano per il gusto di farlo che poi si ritrovano puntualmente sotto il palco di Ferrara Sotto le Stelle per chissà quale strano motivo. Certe cose non si possono spiegare con raziocinio.

Dopo il buon successo ottenuto mercoledì scorso dal modfather Paul Weller è già il momento di un altro appuntamento per il festival estense, situato quest’anno nella nuova location del Motovelodromo. Sono ancora Brit le sonorità richiamate per intrattenere il pubblico di Ferrara Sotto le Stelle nella seconda data di questa travagliata edizione; gli ospiti sono i Kasabian, uno dei nomi più popolari del panorama indie-rock mondiale degli ultimi anni.
La festa viene immediatamente minacciata dalla leggera pioggia che, alle 20.00 circa, inizia a disturbare la lunga coda creatasi in prossimità dei cancelli, ma dopo una breve e blanda sciacquata il cielo si apre nuovamente, permettendo alla serata di continuare in tutta tranquillità.

Alle 20.30 arriva quindi il turno dei The Monkey Weather, terzetto italiano scelto per aprire Pizzorno e compagni nelle loro quattro date italiane. La band si presenta sul palco davanti a oltre duemila persone, lasciando trasparire un certo, comprensibile, imbarazzo; i primi due brani in scaletta risultano decisamente banali e pesantemente influenzati dai grandi gruppi rock degli anni ’90, a tal punto che delle persone vicino a me cantano a squarciagola canzoni dei Nirvana, ridacchiando per la precisione con cui si incastrano ai pezzi appena sentiti. Suonare davanti ad un pubblico così vasto, in un festival tanto importante è una di quelle occasioni che capitano raramente nella vita e i tre ragazzi piemontesi sembrano crederci davvero, dando tutto ciò che hanno e ricevendo anche una buona quantità di applausi. A mio avviso infatti, a mancare non è la grinta, ma la qualità dei pezzi e la ricercatezza dei suoni, veramente inappropriati a questo tipo di eventi. Il set, della durata totale di mezz’ora, si conclude comunque in crescendo (e per fortuna), lasciando grossomodo lo stesso ricordo della pioggerellina di qualche minuto prima.

Il pubblico, nel frattempo, inizia a riempire il prato, prendendo d’assalto il chiosco delle birre e lo stand del merchandising per attenuare la smania del concerto principale; mezz’ora di attesa e le luci si spengono per accogliere i Kasabian sul palco di Ferrara Sotto le Stelle.
kasabian
Sergio Pizzorno, eclettico chitarrista autore di quasi tutte le canzoni della band, e Tom Meighan, cantante e frontman, si dividono abbastanza equamente gli applausi e le urla dei fan (soprattutto delle fan) mentre prendono posto sul palco e si preparano ad iniziare il loro nuovo tour italiano. Arrivati, con successo, al loro quarto prodotto discografico, la band inglese vanta una vasta scelta di singoli con cui farcire i propri live e decide di giocarsene quattro nelle prime cinque canzoni, sciorinando in pochi minuti grandi successi del calibro di Shoot the Runner, sempre molto apprezzato dagli appassionati, e Underdog.
I suoni risultano semplicemente perfetti, esaltando in modo incredibile le numerose dinamiche dei pezzi e passando con estrema naturalezza e precisione dalle parti cantate a quelle più elettroniche, che si contraddistinguono per una violenza inaudita.
I due leader del gruppo si cercano continuamente durante lo show, guardandosi e toccandosi incessantemente, intrecciando le voci in maniera molto efficace; le linee più “rozze” e dirette di Tom vengono sorrette dai cori semi urlati di Pizzorno che, tra l’altro, mette in mostra una notevolissima qualità vocale, superiore addirittura a quella del collega cantante. Due figure cosi carismatiche riempiono completamente il palco ed i tempi dello spettacolo non lasciando nemmeno un momento di pausa tra un pezzo è l’altro; le continue richieste di alzare le mani al cielo si insinuano fin dentro alle canzoni, diventando quasi parte integrante dei testi, mostrando un chiaro tentativo, per altro molto ben riuscito, di creare un forte legame tra performer ed astanti.
pizzorno
Velciraptor! e West Ryder Pauper Lunatic Asylum, i due ultimi dischi, monopolizzano la quasi totalità della scaletta, passando da brani più leggeri come Man of Simple Pleasures, dedicata alle vittime del terremoto e ai loro cari, e Everybody’s Gotta Learn Sometimes, cover di Beck e colonna sonora di Se Mi Lasci Ti Cancello, fino ad arrivare alle più sfrenate ballate elettroniche di Re-Wired e Fast Fuse, intonata dai “papaparapa” del pubblico e finita con l’ormai classico tema di Pulp Fiction.

Il punto più alto del concerto si tocca, però, durante l’encore, con l’esecuzione di tre delle più coinvolgenti canzoni della band di Leicester: la tripletta composta da Switchblade Smile, Vlad the Impaler e Fire è di quelle capaci di stendere chiunque, come effettivamente accade pochi minuti prima del termine dell’esibizione quando il chitarrista di origini italiane convince tutti i presenti ad inginocchiarsi a terra e risalire con calma per dare un’immagine ancora più forte dell’impetuoso crescendo del brano di chiusura. Meglio sorvolare, invece, sull’infelice interpretazione finale di She Loves You, cantata a capella da Tom e stonata in ogni minima parte.

Diciotto brani totali in un’ora e quaranta per un gruppo che conferma di avere nella dimensione live il proprio punto di forza; un ottimo concerto ripagato da un “tutto esaurito” difficilmente ipotizzabile data la facilità con cui è possibile vedere il quintetto inglese in Italia, ma che sottolinea, casomai se ne sentisse il bisogno, il forte richiamo che il festival estense continua a vantare a livello nazionale.

Salutandovi, vi allego la scaletta integrale del concerto, dandovi appuntamento a giovedì 19 luglio per l’attesissima unica data italiana di Bon Iver, sempre a Ferrara Sotto le Stelle.

Kasabian
1. Days Are Forgotten
2. Shoot The Runner
3. Velociraptor!
4. Underdog
5. Where Did All the Love Go?
6. Let’s Roll Like We Used To
7. Man of Simple Pleasures
8. I.D.
9. Take Aim
10. Everybody’s Gotta Learn Sometimes (cover Beck)
11. Club Foot
12. Re-Wired
13. Fast Fuse
14. Goodbye Kiss
15. L.S.F. (Lost Souls Forever)
---Bis---
16. Switchblade Smiles
17. Vlad the Impaler
18. Fire

23-07-2012 - visite: 2549

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